Immigrant Stories

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Petrella Tifernina – Detroit – Cleveland – Harvard

History of a Family From Molise

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They hung a sign up in out town

If you live it up, you won′t

Live it down

So, she left Monte Rio, son

Just like a bullet leaves a gun

With charcoal eyes and monroe hips

She went and took that California trip

Well, the moon was gold, her

Hair like wind

She said don’t look back just

Come on Jim

Oh you got to

Hold on, hold on

Take my hand, I′m standing right here

You gotta hold on

Well, he gave her a dime-store watch

And a ring made from a spoon

Everyone is looking for someone to blame

But you share my bed, you share my name

Well, go ahead and call the cops

You don’t meet nice girls in coffee shops

She said baby, I still love you

Sometimes there’s nothin′ left to do

Oh but you got to

Hold on, hold on

Baby got to hold on

Take my hand, I′m standing right here,

Devi tenere duro

Well, God bless your crooked little heart

St. Louis got the best of me

I miss your broken China voice

How I wish you were still here with me

Oh, you build it up, you wreck it down

Then you burn your mansion to the ground

Oh, there’s nothing left to keep you here

But when you′re falling behind in this big blue world

O

Down by the Riverside Motel,

Giù al Motel Riverside

It’s 10 below and falling

By a 99 cent store she closed her eyes

And started swaying

But it′s so hard to dance that way

When it’s cold and there’s no music

Well your old hometown is so far away

But inside your head there′s a record

That′s playing, a song called

Hold on, hold on

Mum and Dad

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I  broke my toes ’cause when I’m sad
I get as clumsy as a stupid clown
But you’re way too young to understand
And I’m way too desperate to be seenSo I fall for you like a fool for gold
‘Cause you look so pure and I love your voice
I can hear the cracks of your youthful heart
And it makes me wanna be a part of that’Til I said, « What’s there on your arm? »
You said, « Don’t look, please don’t ask »
I know you won’t like to know that
I’m a recovering addict and sometimes I relapseBut if I get sober
Would you swear to love me?
If I get sober
Would you care for me?And as I was ready and didn’t care to doubt
The will has been left to drought
I thought I knew back then to never ever trust
Someone for who drugs come firstAnd I think there’s no love but just proof of love
And you’ve just proved me that you’d never care
And it’s been raining now for three days straight
As a sad reflect of my sorry stateAnd I remember you said with me you felt
The best that you ever, ever felt
And I think that no drugs can replace
The warmth and tenderness that we embracedBut if you get sober
I will be here for you
If you get sober
I’ll be yours for good

Depuis Toujours et à jamais : A Guccio

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Ad esempio io Guccio non lo conoscevo poi così bene,

o forse si,

ma questo io non lo sapevo.

Non sapevo tante cose quando quasi per sbaglio

io che avevo paura

e un ragazzo quasi senza un nome

mi prese la mano nel corteo.

Io poi proprio fraintesi quel gesto,

abituata ad altri uomini,

meno leggiadri nelle danze dell’amore,

ad esempio.

Ad esempio,

io vorrei,

non svegliarmi tutte le mattine pensandoti,

o pensando a me,

a quella che ero,

quando,

inconsapevole,

camminavo al tuo fianco,

Io non sapevo

la gioia di quei giorni,

la rabbia di quei momenti , l intensità di certi sgaurdi

Io non sapevo tante cose,

né come si facesse una bomba carta,

né come tenera la linea,

ma sapevo parlare d’amore,

e vallo a capire

perché in mezzo al mucchio

mi son gettata addosso proprio a te.

Che poi pace ai morti,

vogliamo proprio dirla tutta,

io mi sono gettata quella sera

con grande maladroitesse,

addosso a te

non perché volevo te,

(non che non eri bello)

ma per far arrabbiare

l’altro

quel cretino coi capelli grigi

che manco mi filava di striscio,

o mi filava ma faceva finta

e io non lo sapevo

che i compagni in amore

mentono da veri professionisti.

Io non lo sapevo che per giocare a

poker

quando

si è francesi

si fa una faccia

tutta di ghiaccio

ma si muore dentro.

Io non sapevo tante cose

quando avevo diciannove anni

quasi per caso

a una festa in Ex Cuem

un ragazzo chiamato Amir

mi mostrò la meraviglia.

E la Meraviglia

era

Antoine che mi parla sottovoce di lotta armata

Guccio che (finalmente) mi sorride

(quelle fatigue pour en arriver la)

Valerio che (come sempre) fa caciara

Celo che ti prepara la cena alle 4 del mattino

Clara che costruisce barricate che toccano il cielo

solo con la forza del suo sorriso,

La Marti che da sempre si prende cura

e ascolta chi soffre,

Mirko che non smette di coprirti le spalle,

e quando cadi e ti raccatta

ripigliandoti in dialetto stretto stretto

e manco capisci che t’ha detto,

François che si rimbocca le maniche

e in silenzio

pulisce

fino alle sei del mattino

e non domanda nulla

non chiede nulla

non promette niente

ma

quando stai male

tu non sai bene come e perché

ma in silenzio lui c’è.

La Meraviglia era il sorriso dei bambini quando

regali loro la magliette della serigrafia di Via Gola

i cortei, le feste,

l’alzare la posta in gioca

a ogni umiliazione,

giocare il tempo,

bere la vita

ogni sera.

Parlare d’amore

quasi per non farlo,

perché la voglia è troppa

è gia siamo pazzi cosi

figuriamoci dopo.

La meraviglia era tante cose

anche l’inconsapevolezza del momento

l’inattenzione

per

un fiore ,

che mi correvi incontro

per

dirmi

questo fiore è bello

non lo strappare,

ma io stavo solo bleffando,

e incinta certo non ero

ma era

encora una volta

giocare a metterti alla prova

e vedere

che farà?

starà sul pezzo oppure no ?

Ma l’Amor mio muore

esistono passioni così forti da non poter essere né avvilite né ingabbiate

il mondo è alla rovescia

il COVID ha finito quello che da quarant’anni

i barbari continuano a fare , ma il logorio

del mare, lo scrosciare dei ciottoli,

il rumore delle onde

quando si infrange contro la roccia

quello non lo scorda nessuno

e noi siamo molto piu di una misera onda

noi siamo tempesta

da

sempre.

Quando ballo ad esempio

in teatro

che sia l’Odeon o il Piccolo

ecco

io non penso mai

al pubblico

penso sempre

forte a Guccio

e non ho piu paura.

Qundo recito Checov o Majakovski

ecco

io non vedo nemmeno tal o tal altra celebre starlette del momento

io penso

come sarebbe bello se Guccio

potesse essere qui

a

vedere come sono diventata

brava,

forse sarebbe fiero,

che lui me l’aveva sempre detto

non mollare

che è quella cosa li che

sai fare bene

Lui me l aveva sempre detto

non gliela dare questa soddisfazione

a quel cretino

francese

che ti critica tanto.

Non ti ammuinare così,

lascia scorrere

il tempo.

panta rei

il fiume noi

ce la siamo preso in piena

« Cosa t’importa ? »

E importa ancora.

Autonomia Diffusa,

non fare la stupida stasera,

che sei molto più bella e onesta

di quello che si dice.

Autonomia Diffusa

ci sono dieci ragazze

a Milano

che non sono piu stupide

non corrono

più dietro allo stupido pavone di turno.

Ci sono dieci ragazze,

ma che forse sono cento,

si chiamano

Maddalena, Rosa, Martina, Clara, Francesca, Vale, Lucie, Margherita, Sofia, Machi, Apollonia,

e a questo giro

ce la vediamo noi.

Che detto fra noi

me pare cha siamo un tantino

più capaci di sti ragazzini

che pure si mettsno paura

di fronte

a

banali fatti della vita

tipo

non

so

ah si

scoprire l’acqua calda a 30 anni

se lo fai e non ti protegggi poi nascono i fiori

Ecco io allora non sapevo amare

ma sopratutto non sapevo ascoltare il pianto di compagne in gabbia come me

sotto il ceielo aperto

perchè le gabbie piu feroci sono quelle

dove ti rinchiude l’uomo che ami

amiche, sorelle

non sapevo allearmi

e solo forse a tratti

Maddalena,

che si vergognava di ballare con me

davanti al Francese

che invece poi la notte

ballava con me

ma lei questo non lo sapeva,

E io stupida

a scrivere per Lui

che poi solo

farsi un dispetto,

encore et encore.

E allora compagne

e compagne

quelle notti li

a urlare a squarciagole

e fare il diovolo a quattro

c’eravamo tutti

altreo che fotocopie

e

ciellini,

qui il gioco si fa duro,

nelle carceri

le celle bruciano,

allora compagni

cosa volete per capire

che la Rivoluzione

non ę mai morta

che Guccio è con noi

ogni volta che continuamo a volerci

bene

e a uniti

a sognare

Non c’è niente di piu forte dei sogni

nemmeno la droga

Non c’è niente rivoluzionario

più folle

che quel rivoluzionario che si

sveglia

dopo una notte d’Amore,

Cosa voi di più compagno,

per capire

che quei tempi li della Pizzeria Sono Finiti

perché mo facciamo meglio

questa volta

siamo piu bravi

piu preparati

piu uniti

insomma

piu forte

perché queta volta

a differenza

di allora

le donne ce

le teniamo con noi.

( Scaldasole – Un Assemblea Segreta nelle stanze dietro ero l’unica fra di voi, forse a volte per sbaglio Rosa – Covi Sperduti tra i nostri sogni e le nostre paure

sapessi come è strano sentirsi innamorati a Milano

un fiore

un ‘appuntamneto

un moleskine in una tasca il vino nell’altro

un computer liberamente offerto da un bocconiano 🙂

tu mi hai detto

ti amo

io ti ho detto

quand’è che ci mettiamo a fare sul serio

tu pensavi volessi un figlio

io volevo solo

la Rivoluzione

A Mattia (che era in carcere ma chissà col cuore forse era con noi, ma anche questo io davvero non lo sapevo)

Io ad esempio non voglio più scrivere PER Julien, o Antoine, o chissa quale altro cretino

io ad esempio

voglio scrivere

con

te.